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Avv. Francesco Ballero. Cagliari, ottobre 2025 – Nei rapporti di appalto pubblico non è raro che l’amministrazione disponga la risoluzione del contratto per presunti inadempimenti dell’appaltatore. Tuttavia, quando la risoluzione è illegittima o immotivata, la giurisprudenza riconosce all’impresa il diritto non solo al pagamento delle opere già realizzate, ma anche al ricalcolo dei corrispettivi ai valori di mercato, senza l’applicazione del ribasso d’asta. 1️⃣ Il principio del pagamento al valore reale delle opere Quando la risoluzione dipende da una condotta arbitraria o ingiustificata della stazione appaltante, l’appaltatore non può subire le conseguenze economiche dell’inadempimento altrui. La Cassazione civile (sent. n. 20457/2014) ha affermato che, in questi casi, l’appaltatore conserva il diritto al pagamento delle opere eseguite al valore venale effettivo, calcolato secondo il prezziario vigente, senza ribasso, perché la Pubblica Amministrazione non può trarre vantaggio da un arricchimento indebito. In ambito regionale, il TAR Sardegna (sent. n. 234/2023) ha precisato che, in presenza di una risoluzione imputabile alla P.A., il credito dell’impresa deve essere determinato secondo i valori correnti di mercato, anche se l’appalto era originariamente aggiudicato con ribasso. La risoluzione illegittima, infatti, scioglie retroattivamente il contratto e fa venir meno gli effetti economici del ribasso d’asta. 2️⃣ Le riserve e gli ulteriori diritti dell’appaltatore Oltre al pagamento delle opere, l’impresa ha titolo per ottenere: il riconoscimento delle riserve per maggiori spese generali, sospensioni illegittime, mancata contabilizzazione di opere extra; gli interessi moratori ex art. 113-bis D.Lgs. 50/2016, calcolati al tasso BCE maggiorato di 8 punti; il risarcimento dei danni per perdita di utile, immobilizzo dei mezzi e danno curriculare. Il Consiglio di Stato (sent. n. 5845/2021) ha confermato che l’appaltatore, anche in caso di risoluzione, ha diritto a recuperare integralmente il valore delle opere e il lucro cessante correlato al mancato completamento dell’appalto, quando la causa del recesso è imputabile alla stazione appaltante. 3️⃣ Il guadagno dell’impresa: tutela anche in caso di soccombenza parziale Un aspetto poco considerato è che, anche se il giudizio si conclude con una decisione non pienamente favorevole, l’appaltatore può comunque conseguire un riconoscimento economico significativo. Infatti, qualora le opere eseguite siano state utilizzate dall’amministrazione, l’impresa ha diritto a ricevere un’indennità commisurata al valore commerciale delle lavorazioni. In tal modo, anche in caso di soccombenza parziale, l’appaltatore evita una perdita totale e ottiene comunque la valorizzazione del proprio lavoro. 4️⃣ Il caso pratico in Sardegna In un recente contenzioso gestito davanti al Tribunale di Cagliari, in cui una stazione appaltante aveva disposto la risoluzione del contratto per motivi tecnici poi ritenuti infondati, la consulenza tecnica d’ufficio (CTU) ha accertato che le opere erano completate per oltre il 95%. Il giudice ha riconosciuto che l’appaltatore doveva essere pagato ai prezzi di mercato aggiornati, senza ribasso, con condanna della P.A. anche alle spese e al risarcimento dei danni accessori. Questo orientamento si sta consolidando anche in altri tribunali italiani, confermando che la risoluzione illegittima non solo non penalizza l’appaltatore, ma può determinare per l’impresa un vantaggio economico netto rispetto al contratto originario. 5️⃣ Conclusioni L’esperienza maturata in Sardegna dimostra che la risoluzione illegittima dell’appalto pubblico può trasformarsi in un’opportunità per l’appaltatore: ottenere il ricalcolo delle opere senza ribasso, il riconoscimento delle riserve e il risarcimento integrale dei danni. Una gestione tempestiva delle riserve, un’adeguata documentazione tecnica e una strategia processuale mirata sono essenziali per garantire il pieno ristoro delle posizioni economiche dell’impresa.

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Battaglia legale per ottenere i rimborsi Abbanoa Dopo l’ordinanza del Tribunale sui “conguagli regolatori” lo Studio Legale Ballero & Associati raccoglie centinaia di adesioni per ottenere i rimborsi. Tantissime richieste di rimborso Abbanoa presso lo Studio Legale Ballero & AssociatiLeggi l'ordinanza: Ordinanza di accoglimento Claas Action 1 dicembre ...
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